La diversità culturale: un patrimonio comune. Vent’anni di Centro Zonarelli

dal blog di

12 Maggio 2015

Quasi 58mila residenti stranieri, il 15% della popolazione totale bolognese. I dati aggiornati al 31 dicembre 2014parlano chiaro, decretando come il processo di integrazione di nuove rappresentanze etniche, linguistiche, culturali in città si trovi ormai in una fase avanzata.

“Quanti tra gli stranieri che arrivano a Bologna conoscono lo Zonarelli? Tutti”. Fausto Amelii sorride. E’ consapevole del fatto che il Centro Interculturale di cui è responsabile rappresenta, da ormai vent’anni, uno dei principali punti di riferimento per tutti i nuovi arrivati in città. “Tutti e 60mila lo conoscono. Tra questi, a spanne, circa 10mila sono passati di qui almeno una volta, e un migliaio lo frequenta regolarmente”.

Cosa significa “frequentare” il Centro Zonarelli? “Il Centro vive dell’attività delle Associazioni che gli gravitano intorno. Attualmente sono un centinaio”.
Sul sito web si scende nel dettaglio. Scopriamo quindi che le associazioni sono di diverso tipo: A una prima categoria appartengono le associazioni degli stranieri, nate a partire dalla metà degli anni 90 (49%). A queste si aggiunge un secondo gruppo, a volte molto più anziano, di associazioni nate con lo scopo di favorire le relazioni tra due paesi (15%). A un terzo tipo appartengono poi associazioni vocate al dialogo interculturale a partecipazione mista, nel senso che accolgono aderenti di vari paesi e italiani (15%). Il quarto tipo, infine, comprende associazioni di ultima generazione votate verso particolari espressioni culturali o artistiche mediatrici del dialogo interculturale (21%).
Le attività proposte a getto continuo durante l’anno – tutte rigorosamente senza fini di lucro – sono prevalentemente di carattere ricreativo e culturale. Vanno dai corsi di lingua, cucina, ballo e musica a feste interculturali, rassegne cinematografiche, iniziative per bambini, concerti di musica etnica, convegni e incontri di confronto e approfondimento.

“Come vi raccontate alla città, e come pensi che il Centro Zonarelli venga percepito dai cittadini?” Di nuovo Fausto sorride. “Vogliamo uscire dalla riserva. Da quando è nato, e ancora oggi, lo Zonarelli viene percepito essenzialmente come il ‘posto degli stranieri’. La nostra missione è far capire che ormai non è più così, che il Centro è ormai a tutti gli effetti un luogo ‘consacrato’ a promuovere la diversità e il pluralismo culturale. La diversità culturale è un patrimonio comune ed è fonte di innovazione e creatività. La diversità culturale sta alla società come la biodiversità alla natura. Per questa ragione dovrebbe essere riconosciuta e affermata per il bene delle generazioni presenti e future”.
E per questa ragione il Centro negli ultimi mesi sta moltiplicando gli sforzi per parlare, ‘andare a trovare’, interagire con altri soggetti attivi sul territorio. È successo ad esempio il 21 febbraio, con l’evento promosso per la Giornata internazionale delle lingue madri, ospitato da Biblioteca Salaborsa. E succede tutti i giorni con le numerose azioni di networking intraprese dagli operatori del Centro, offline ma anche (e sempre più) online, tra cui l’apertura di unprofilo nella sezione Comunità della nuova Rete Civica.

Per conoscere più da vicino il Centro Interculturale Zonarelli e molte altre realtà impegnate sul territorio cittadino vi aspettiamo naturalmente sabato 16 maggio alla Festa della Collaborazione Civica.

Le foto del Centro Zonarelli

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