“Ho idea che qui potrò essere me stessa”.

Questo è stato il pensiero che ho espresso ad un’amica alcuni giorni dopo la mia prima visita al Centro Interculturale Zonarelli. Nel febbraio di quest’anno sono arrivata dal Brasile per studiare un argomento molto caldo, presente nei dibattiti sui mass-media italiani negli ultimi dieci anni: l’immigrazione. Ho scelto per farlo l’Università Ca ‘Foscari di Venezia. Ho anch’io deciso di fare parte di questo scenario migratorio. Mi sono lanciata in questa sfida accademica pur senza la totale padronanza della lingua italiana, e quello che mi aspetta ora è il tirocinio. Ho iniziato con prudenza un viaggio esplorativo negli spazi geografici, storici, sociali, culturali del pubblico e del privato a Bologna, dove adesso vivo. Al mio arrivo al Centro Zonarelli, le mie prime impressioni sono state il forte senso di rispetto e accoglienza per chiunque entri in questo spazio, indipendentemente dalla sua origine, lingua, razza, sesso, religione, cultura e condizioni personali. Ho avuto questa percezione attraverso i quadri, le immagini e gli oggetti sparsi negli ambienti del Centro. Inoltre, alcuni manifesti informativi sottolineano questo aspetto presentando le diverse attività svolte. Dopo aver visitato ogni ambiente interno ed esterno del Centro, ho seguito i primi dialoghi con i dipendenti, i collaboratori e i volontari e ho avuto la sensazione di cura del lavoro svolto. Proseguendo il mio percorso, a pochi giorni dall’inizio della mia attività di stagista, ho partecipato ad un pranzo di solidarietà con migranti del corso di italiano. In questo evento, ho avuto la possibilità di parlare con diverse persone: uomini, donne, giovani, adulti, bianchi, neri, alti, bassi. Una molteplicità di voci. Una molteplicità culturale. È stato in questo momento che ho sviluppato il mio pensiero. Allo Zonarelli ho percepito un’atmosfera sensibile che riconosce ogni persona come un individuo con le sue storie, con background differenti, con diverse necessità, ma che grazie al dialogo tra le culture può ritrovarsi nello stesso luogo e dialogare. La mia carriera come tirocinante è appena cominciata. L’immagine è ancora parziale. Credo che la pratica di osservare, riflettere, dialogare, agire e collaborare potrà arricchire la mia visione in mille nuove, diverse angolazioni. Non vedo l’ora di percorrere questa strada.

Chi sono io?

Mi chiamo Clair Ramalho, ho 33 anni, brasiliana, di San Paolo. Prima di venire in Italia, facevo la pedagogista presso l’Istituto Federale di Istruzione di San Paolo (IFSP-MEC). Da qualche anno ho preso l’importante decisione di trasferirmi in questo paese. Da febbraio 2017 l’Italia è diventava la mia nuova realtà. Ora frequento un Master sull’Immigrazione all’Università Ca’Foscari di Venezia, che mi serve per la formazione personale e professionale. Da giugno di quest’anno, ho iniziato il progetto formativo al Centro Zonarelli a Bologna che mi permette di avvicinarmi ancor di più ad un ambiente vivo, accogliente e interculturale.

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