Al Centro Interculturale Zonarelli un 7 marzo dedicato  a incontri e riflessioni di sensibilizzazione e di promozione dei diritti e del benessere delle donne, in occasione dell’8 marzo Giornata Internazionale delle Donne. Una serie di concomitanze “apparentemente” casuali ha reso la giornata al Centro interculturale incalzante e ricca di stimoli:

Dalle 10 Giulia, Micol, Enrico e Matteo (volontari)  iniziano a movimentare gli spazi del Centro per l’allestimento della mostra fotografica  e per l’evento che verrà inaugurata la sera;

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Alle 12 c’è stato l’incontro con la vice presidente di Senza Violenza per presentare il centro, da poco inaugurato, di ascolto e aiuto per uomini che usano violenza nelle relazioni familiari, e per programmare insieme contatti e incontri di diffusione e di informazione sulle attività di Senza Violenza alle associazioni che frequentano il Centro interculturale;

Alle 14 si è svolto nella sala polivalente l’incontro di presentazione del corso per colf, badanti e baby-sitter promosso da Atlas Solidarity e organizzato in collaborazione con il Centro, con una platea di circa 60 donne iscritte, tutte dell’Africa sub sahariana,  tutte richiedenti asilo ospiti in vari CAS della provincia,

Alle 16  l’incontro /focus group tra le associazioni del Centro con la referente di  Mondodonna per il progetto Daphne ASVARW di sensibilizzazione e sostegno a donne richiedenti asilo vittime di violenza,  le partecipanti erano tutte donne (Eritrea,Somalia, Ucraina, Etiopia),  non molte, – e per fortuna – dato che i racconti di situazioni di violenza da loro intercettati all’interno delle proprie comunità sono stati devastanti per le presenti, anche per chi, come le operatrici presenti, ritiene si essere abbastanza a conoscenza del fenomeno. Ne è emerso un quadro di violenza sistematica e di diffuso sfruttamento non solo durante il viaggio e nell’attraversamento della  Libia, ma anche nell’attraversamento di realtà di accoglienza e di lavoro in certe regioni del Sud Italia,  cose in parte risapute in parte inimmaginabili.  Si è parlato di una possibile collaborazione per organizzare una giornata di denuncia pubblica per la giornata mondiale del rifugiato in giugno.

 

 

 

Alle 18   l’inaugurazione della mostra “Feeling the empowerment” con queste premesse e  in questo contesto ha assunto un significato sociale e relazionale di maggiore portata: le foto sono quasi tutte di ragazze nigeriane ospiti di CAS di Mondodonna. Donne vittime di tratta,  che possiamo considerare le nuove schiave, sfruttate ad ogni tappa del viaggio e a più livelli. Hanno avuto un’occasione di valorizzazione di sè e di autoconsapevolezza dei propri diritti durante il laboratorio Women in Action. Ierierano orgogliose davanti alle loro foto esposte, molte di loro le hanno rimbalzate sui social e fino a Benin City.

Insieme,  con Giulia e Micol, è stato presentato il percorso Women in Action che ha portato all’idea della mostra,  a seguire le poesie scritte e lette  da Francesca e Bianca di Arte Migrante. L’animazione teatrale di Azadeh, Gita, Benjamin e Sami che hanno infuso allegria e calore, e infine le percussioni e la danza di Danza l’Africa,( un gruppo che prova dai nostri vicini di Vecchi Son e che ci ha regalato la bella esibizione per l’8 marzo) hanno alzato il livello di vivace partecipazione, e portato al coinvolgimento danzante anche delle ragazze nigeriane rimaste silenziose sino a quel momento.  Un’occasione per le ragazze di stare insieme, di incontrare una realtà di festa tra giovani e persone di diverse età, di esser protagoniste e non vittime.

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Il pubblico era  numeroso e partecipe, alla fine c’era la solita atmosfera allegra e confusa, il clima  vivace  che caratterizza, per molti,  gli incontri allo Zonarelli…

Per questa bella e importante giornata,  per il contributo in risorse concesso all’iniziativa, un grande ringraziamento va alle associazioni che hanno contribuito e partecipato; a Giulia e Micol che tanto si sono spese e ci hanno creduto; alle tante donne che continuano a credere , a spendersi e ad agire per rendere più vivibile il nostro mondo.  Ieri sera lo è stato grazie al Comune di Bologna che sempre più crede e investe in questo luogo di incontro e partecipazione. Un particolare ringraziamento va  a Luisa Granzotto, operatrice del Comune di Bologna al Centro Zonarelli, animatrice instancabile e discreta  organizzatrice della giornata delle donne.

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