A Bologna, in data 22 marzo 2019, presso l’Aula Giorgio Prodi di Piazza San Giovanni in Monte, si è svolto un importante convegno sul GLOBAL COMPACT, patto internazionale sulle migrazioni sicure e la protezione internazionale dei rifugiati.

Il Global Compact è infatti un patto non vincolante siglato da numerosi stati sul tema delle migrazioni, e segna l’inizio di un percorso che spera di portare ad una regolamentazione dei flussi migratori affinchè siano sicuri, ordinati e regolari.

La maggior critica che è stata fatta al Global Compact è però quella di non essere un patto avente forza di legge, ma dalla discussione durante il convegno è emerso che anziché essere un elemento negativo, è forse questa la sua forza: se il patto avesse avuto forza di legge, solo pochi paesi l’avrebbero adottato.

Al convegno, pertanto, i relatori sono intervenuti sia analizzando il Global Compact e sostenendo la positività del patto, sia confrontando le posizioni del governo italiano al riguardo, dato che l’Italia, nonostante l’efficacia non vincolante, è uno dei paesi che lo scorso dicembre ha deciso di non aderire al Global Compact per la migrazione sicura (mentre ha aderito al Global Compact per la protezione internazionale dei rifugiati).

Il primo relatore della mattina è stato Virginio Merola, sindaco di Bologna, il quale ha esposto le conseguenze positive che l’immigrazione ha sul territorio dal punto di vista degli enti locali a livello demografico, economico e culturale.

A seguire, è intervenuto il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, il quale ha esposto l’opinione dell’isola che amministra, in un intervento puntuale ed appassionato, portando fatti ed accadimenti spesso ignorati nel dibattito pubblico nazionale.

Paola Parri, moderatrice della prima parte del convegno, ha quindi lasciato la parola a S.E. Moez Sinaoui e S.E. Hassan Abouyoub, rispettivamente ambasciatori di Tunisia e Marocco, che si sono fatti portavoci istituzionali dei migranti presenti in Italia o in procinto di partire dal nord Africa. Entrambi hanno illustrato statistiche e percentuali di immigrati inseriti nel mondo del lavoro italiano, ma anche parlato di immigrazione dall’Africa Subsahariana verso Marocco e Tunisia.

L’intera giornata è stata scandita da interventi di giuristi quali il Prof. Federico Casolari (UNIBO), o la Prof.ssa Chiara Favilli (Università degli studi di Firenze), ma anche esperti amministratori come Maria Adele Mimmi, Chiara Faccini e Lucia Fresa (Comune di Bologna), che hanno parlato del sistema SPRAR, del ruolo dei comuni nei settori dell’accoglienza, dell’integrazione e della cooperazione internazionale.

Uno degli aspetti più interessanti del convegno è stato, oltre all’elevata preparazione delle persone che sono intervenute, anche la diversità di opinioni e competenze che sono state espresse: rappresentanti del mondo universitario (nel pomeriggio anche il Prof. Gustavo Gozzi, UNIBO), delle istituzioni, della politica ma anche del mondo associativo (Siid Negash di associazione Next Generation Italy e Marguerite Lottin, associazione interculturale Griot) e delle organizzazioni non governative (Andrea Tolomelli, CEFA Onlus) si sono espressi tutti su un fenomeno contemporaneo di portata globale, quale è lo spostamento di persone al di fuori dei confini statali.

E’ intervenuta anche Annalisa Vandelli, fotoreporter, raccontando “per immagini” la sua esperienza in Etiopia all’interno di un programma di cooperazione allo sviluppo dell’AICS incentrato sulle difficoltà di reintegrazione dei cd. “returnees”, ossia di coloro che ritornano nel proprio paese di origine, dopo un’esperienza migratoria.

Il convegno si è concluso con l’intervento dell’Assessore Marco Lombardo, con delega alla cooperazione internazionale, alle relazioni internazionali, lavoro e terzo settore, il quale ha ribadito l’importanza di discutere di certi temi. Nonostante le difficoltà, l’importante è aprire uno spazio pubblico di dibattito, e che del Global Compact, insomma, se ne parli di più.

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