Associazioni

tavoloCoordOper“In questi anni nelle comunità degli immigrati sono nate e si sono sviluppate varie forme – più o meno consolidate e formalizzate – di associazionismo. Esso rappresenta una importante risorsa di visibilità e di mobilità, di partecipazione civica e di rappresentanza collettiva degli stranieri presso la comunità locale e presso le sue istituzioni. Rilevante è la presenza femminile all’interno di tale associazionismo: più della metà delle associazioni degli stranieri iscritte al Registro provinciale delle associazioni di promozione sociale è infatti diretta da donne. Al fine di provare il valore sociale e l’orientamento al futuro di questa componente della cittadinanza complessiva citiamo due ulteriori dati: il fatto che, per un verso, più della metà dei presidenti ha almeno il diploma di scuola superiore, e, per l’altro verso, che la loro età media è inferiore ai quarant’anni. Non vanno per altro sottaciute le difficoltà che queste associazioni incontrano nel loro quotidiano.
• I limiti sono connessi, in primo luogo, alla debolezza della loro struttura organizzativa. Molto spesso la loro sede, ad esempio, coincide con il luogo di residenza di un socio (spesso il presidente); quando questi si trasferisce o cambia ruolo, di frequente diventa impossibile continuare a raggiungere
l’associazione. A quanto pare, inoltre, esse non sono particolarmente dinamiche al proprio interno poiché, in genere, i membri si riuniscono in assemblea soltanto
una o due volte l’anno. Come atteso, si può anche notare, specie comparandole con quelle autoctone di più lunga tradizione, l’assenza di articolazioni e network
territoriali consolidati (in forma, ad esempio, di federazione o ‘organizzazione ombrello’): sono infatti per lo più costituite da un’unica unità locale e non hanno
ramificazioni o legami strutturati con altre associazioni.
• Le difficoltà delle associazioni degli stranieri sono legate, in secondo luogo, al carattere spesso episodico delle relazioni tra queste ed il territorio, con
particolare riferimento agli Enti locali ed al Terzo settore italiani. La maggior parte delle associazioni degli stranieri esistenti in provincia di Bologna non è iscritta al registro provinciale: essa rimane dunque per lo più sconosciuta a livello formale; di più, le associazioni iscritte non sempre danno notizia di eventuali cambiamenti avvenuti nella loro struttura. Più ricco, in vari casi, pare invece il rapporto con le associazioni italiane: secondo alcuni, ciò avviene in un’ottica di equa interazione sociale; secondo altri, lo scambio non è invece tra pari. Rimane il fatto che le associazioni degli immigrati mostrano spesso una durata di vita
molto ridotta.”

da L’ASSOCIAZIONISMO DEGLI IMMIGRATI A BOLOGNA E PROVINCIA: TRA IDENTITA’ E INTEGRAZIONE?
Report di ricerca sociale A cura dell’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni ( Raffaele Lelleri e Jean-Corneille Batamio jr)
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